giovedì 5 maggio 2011

Campitute trasparenti

La trasparenza nel colore è un concetto molto importante, anche se di difficile spiegazione.
Trasparente si oppone a piatto, compatto, impermeabile alla luce.
Un colore è trasparente quando la luce riesce a penetrare i vari strati facendo riflettere i granelli di pigmento usati nella composizione del colore stesso.
Ecco perchè, soprattutto in fase di campitura, è molto importante raggiungere la giusta intensità attraverso più strati diluiti, piuttosto che attraverso un unico strato pesante e coprente.
Se non avete capito niente, è normale, perchè la trasparenza non si capisce, si intuisce dipingendo (oppure sono io che mi spiego male, molto probabile!).
L'icona che sto realizzando (San Giuseppe con Bambino) si presta molto allo studio delle trasparenze, anche perchè Laura, l'autrice, é una Maestra, con la M maiuscola in questa ricerca, quasi tutte le sue icone sono realizzate attraverso gradi di trasparenza perfetti.
Io avevo sotto gli occhi il risultato finale ed ho cercato di ricostruire le fasi cromatiche sottostanti, ma vediamo alcuni esempi:




Per quanto riguarda la veste blu, sicuramente si è usato lapislazzuli ma vedevo anche alcune note calde tendenti al giallo ed al verde, ho così pensato di fare più strati composti da ocra gialla , terra verde, nero, per velarli successivamente con vari strati di lapis.




Per quanto riguarda il manto giallognolo, ho iniziato con ocra gialla e nero, poca terra verde e forse una punta di rosso ercolano, non mi ricordo bene (non trascrivo mai i colori che faccio ed ho una pessima memoria), anche in questo caso ho velato con lapis ma una sola volta.



La veste del Bambino l'ho ottenuta con un colore velatissimo composto da ocra gialla chiara, bianco zinco, leggermente sporcato di nero e terra verde, ho velato anche qui, una volta con lapis, ed ho ripreso le ombreggiature del camicino con lapis puro dando in alcune parti la tonalità azzurra che vedete.
Adesso è ora di lasciare il blog e mettermi al lavoro, a presto!!!!

mercoledì 27 aprile 2011

Vacanze pasquali

Adoro le vacanze pasquali, nell'aria c'è profumo di primavera, la liturgia trabocca di bellezza cantando la vittoria di Cristo sulla morte.
Marito e figlie rallentano il ritmo del lavoro e per noi iconografi si intravede la fine dei corsi annuali. Nel mio caso specifico, dei tre corsi che ho seguito quest'anno (Vaprio, Milano e Busto) rimane solo Busto da concludere, in ogni caso il più è fatto, posso rilassarmi!!!
Dopo la preparazione del triduo, la celebrazione della Pasqua, l'impostazione dei compiti delle bambine, (...si... ci sarebbero le pulizie primaverili ma la casa non è proprio il mio forte, meno male che è piccola e si riesce sempre a sistemare velocemente!) eccomi qui intenta a fare ciò che più amo, una nuova icona!!!
Si tratta di un San Giuseppe con Bambino, chi me l'ha incaricata non mi ha messo fretta ma, quando si fa per piacere e non per dovere, il tempo assume ritmi strani e frizzanti, non si vorrebbe mai smettere!!!
Il modello l'ho chiesto ai miei maestri, non sono ancora capace di plasmare un icona da sola, e loro mi hanno dato un'immagine bellissima e molto leggibile di una tavola di Laura Renzi; è un gioia riprodurre le sue icone, ti immergi le interpreti ed anche se non riusciranno mai come l'originale... cresci e ti ricrei nella bellezza che studi.
Vi mostro le fasi iniziali






...é una tavola 30 per 40, sfondo tutto dorato ma non lucidato, per questo ho deciso di fare una doratura a decalco con missione ad olio 3 ore.
...novità, anche se a me rilassa ripulire il disegno dopo la doratura questa volta ho ideato in piccolo trucco con lo scotch cartaceo, non so se ne è valsa la pena poi vi dirò...


vi lascio perchè le tre ore stanno per scadere ...l'oro mi chiama!!!!

PS serale: ho messo l'oro, no coment, solo un indizio, avete presente quando la doratura è così perfetta che non vorreste mai proteggerla?... be io su questa tavola avrei messo secchiate di gomma lacca... non so se mi spiego :(


PS mattutino: meno male, dopo aver riposato tutto sembra più bello, anche la doratura, è un particolare da non dimenticare: mai dare giudizi quando si è stanchi ed ossessionati dai dettagli mal riusciti, il sonno ed una buona colazione trasformano persino le icone, o meglio la percezione del lavoro svolto.


venerdì 15 aprile 2011

Conclusione del corso milanese presso i Carmelitani Scalzi

*




Martedì scorso è terminato il corso di iconografia presso la sede dei Carmelitani Scalzi (parrocchia Corpus Domini, Milano).
Il connubio con i Carmelitani è nato dal desiderio del Parroco, Padre Renzo Bertoli, di ospitare un gruppo d'iconografi, per conoscere da vicino questo mondo; ha infatti frequentato personalmente il corso per principianti seguito da Mara Zanette.
Si è anche riusciti a dare il via ad un secondo corso, guidato da Antonio De Benedictis e costituito da allievi già "navigati" che hanno trovato nella sede milanese un ottimo luogo per continuare la loro esperienza con il maestro.
Io ho lavorato come assistente d'Antonio, inizialmente si era pensato di procedere con un icona dimostrativa portata avanti da entrambi, ma fin da subito si è visto che il gruppo aveva bisogno di assistenza, abbiamo pensato quindi di scrivere l'icona in separata sede, per poi regalarla a P. Renzo in segno di gratitudine.







Da Novembre ad Aprile, nel mio laboratorio (la saletta dell'appartamento di casa) ha preso forma questa Madre di Dio della Tenerezza, avrete già riconosciuto il modello tipico di Gashev, iconografo russo contemporaneo, piace molto questo autore ai corsisti occidentali probabilmente perchè tende ad addolcire fin troppo volti e forme, personalmente riprodurre le sue icone mi lascia un po' insoddisfatta.
Ad ogni modo quando l'ha ricevuta, Padre Rezo si è commosso e con lui anche alcuni corsisti.

Pensiamo di rifare questa esperienza anche il prossimo corso mantenendo: due livelli (primo corso, corso avanzato), lezioni teoriche (guidate da Antonio) ed il momento di meditazione e preghiera perchè dipingere un icona significa immergersi poco a poco  nella storia , nell'arte, nella teologia e nella preghiera che l'immagine contiene ed offre allo sguardo di chi si avvicina.

PS: per osservare meglio le immagini, cliccatele che si ingrandiscono mostrando ogni minimo particolare, difetti compresi. A presto!!! Rosella

mercoledì 9 marzo 2011

Edelvax

C'è una sorta di pudore, o voto di omertà, che colpisce gli iconografi seri non appena ascoltano questo nome: EDELVAX.
Non so neppure come si scriva perchè io l'ho avuto quasi clandestinamente da fonti anonime.
Per chi non sa di che cosa stia parlando, l'edelvax è una protezione finale che si dà all'icona nelle parti dipinte; è a base d'acqua e cera... se le mie fonti non mi ingannano.
Gli esperti dicono che, a differenza dell'olifa, non penetra bene nel colore ma fissa superficialmente i pigmenti a scapito di una più sottile trasparenza.
Personalmente non noto differenze abissali tra i vari modi di proteggere un'icona se non per l'effetto lucido o opaco che danno alcune miscele.
In ogni caso, se l'intruglio è dato bene, per me una vale l'altra; è vero che nel tempo alcune protezioni possono avere effetti negativi, ciò nonostante, anche una buona protezione a base d'olifa non risparmi la tavola da muffe o cambi cromatici di alcuni colori.
Perchè pubblico questo post sull'edelvax, vi starete chiedendo, per la mia amica Carmen che nella sua ultima mail mi trascrive la composizione del  prodotto in questione
... ed ora mi rivolgo a te, Carmen, io non so come è composto l'edelvax che ho in casa in quanto non ho nessuna confezione originale


come puoi vedere dalla foto è in un vasetto di cetrioli che mi hanno gentilmente passato.
La consistenza è quella del latte... l'odore oramai è nauseante, penso che stia andando a male, tuttavia, mi ricordo che all'inizio, appena odorava di cera.




Questo è quanto ti posso dire e mostrare del mio EDELVAX, se qualcuno sa darci più informazioni, e non si vergogna di farlo, è pregato di postare un commento.
Concludo dicendo che prediligo questo modo di proteggere l'icona perchè è semplicissimo e privo di controindicazioni nel momento della stesura, e anche perchè gli altri modi che conosco non mi hanno ancora convinto del tutto.

mercoledì 16 febbraio 2011

La cervicale dell'iconografo

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Si!! Sto diventando a tutti gli effetti un’iconografa !!

Da cosa lo capisco?
Dagli acciacchi che colpiscono questa categoria.

Qualche giorno fa pensavo d’aver contratto l’influenza (giramenti di testa, nausea, stanchezza …)
… poi ho fatto mente locale: dovevo finire in tempo un doppio incarico ed ho lavorato più del solito, concentrandomi per ore consecutive in posizioni rigide ed innaturali.

Il risultato: la cervicale, malattia tipica degli iconografi.
In somma, è vero che “dopo la quarantina un dolore ogni mattina” ma è anche vero che “dimmi che male hai e ti dirò che professione fai” (questo proverbio è mio!?!)

Spero ne sia valsa la pena, che ne dite?











Prima di staccare per andare dal medico, volevo ringraziare pubblicamente mio marito che è riuscito dopo mille vicissitudini ad installarmi la presentazione iniziale con la carrellata delle immagini del blog.

Te quiero muchismo Jose, eres el mejor!!!!!!

sabato 22 gennaio 2011

Donne che spalancano ogni giorno la Finestra

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Qualche mese fa una amica, Suor Livia, mi ha chiesto in prestito un'icona per animare un incontro di preghiera.
Mi ha fatto tanto piacere poterla aiutare, dopo tutto per me il vero senso dell'iconografia è dipingere immagini che, in un momento dato, per opera dello Spirito, possano diventare veicolo di preghiera.
Mentre lavoro entro sempre in contatto, più o meno profondamente, con il soggetto che sto realizzando, nel mio caso dipingere è già una forma di preghiera, ma una volta terminato il tutto, l'icona rimane lì, in attesa di qualcuno che spalanchi questa "finestra sull'infinito".
Sta di fatto che, sulla scia di questa inaspettata richiesta, le ho proposto di ospitare le icone che avevo in casa nella cappellina della sua comunità: quattro suore (...e quando dico quattro non è per dire poche, è che sono proprio quattro di numero!).
A me hanno fatto un grosso favore, non ci stavano più fisicamente dove lavoro, e loro sono state felicissime di ricevere questo inatteso dono.
Quando è arrivato il momento di trasportare le otto icone a casa loro devo ammettere d'aver provato un po' di malinconia, di solito non mi attacco all'opera finita, mi affeziono piuttosto all'opera in costruzione, però questa volta erano tante e mentre le caricavo in macchina il vuoto si percepiva...
...ma quando sono arrivata ed ho iniziato ad appenderle ho capito che il loro posto era sempre stato lì, tra queste donne che spalancano ogni giorno, in silenzio,  queste "finestre".






La loro gioia ha colmato immediatamente il vuoto lasciato dalle tavole ed io, come iconografa in erba, ho avuto la mia prima soddisfazione di vedere come, anche il mio lavoro, possa avvicinare a Dio.
So che questo non capita spesso perchè: se dipingere il suo volto ed essere vicini a Lui non sempre coincidono, ...ancora più arduo è far si che con il nostro lavoro altri si avvicinino a Dio
...e quasi impossibile è sapere che questo sia realmente accaduto (come si suol dire: "Tu semina ...altri raccoglieranno!").
Negli occhi di queste donne io, maldestra seminatrice, ho potuto raccogliere ciuffetti di seminato... e questo mi basta per continuare, zitta e in punta di piedi, per la mia strada.

mercoledì 29 dicembre 2010

Un angelo per un'amica

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Eccomi finalmente dopo più di un mese di silenzio, non ho lasciato l'iconografia, anzi mi occupa così tanto tempo da non riuscire ad aggiornare più spesso il blog.
Poco male, anche se lo considero un "diario" delle mie vicissitudini iconografiche non sento l'obbligo di aggiornarlo ogni giorno.
Durante queste vacanze natalizie, il ritmo si è un po' disteso e ne approfitto per pubblicare un nuovo post dedicato ad una mia carissima amica, Claudia ed all'angelo che per lei ho terminato in questi giorni.






L'avrete riconosciuto, è l'Arcangelo Michele di Rublev.
Suona banale se dico che Rublev è il mio iconografo preferito?... e suona scontato se affermo che è da pazzi e forse presuntuosi riprodurre le sue icone?
Nonostante ciò un po' tutti lo facciamo, chi meglio e chi peggio, che Andrej ci perdoni!!!!
In ogni caso sono sicura che la mia amica sarà felice di ricevere questo regalo natalizio, anche se con qualche giorno di ritardo, non perchè perfetto, ma perchè fatto col cuore.
Ne approfitto per augurare a tutti buone feste e Buon Anno.
Un abbraccio!!!
Rosella