mercoledì 16 febbraio 2011

La cervicale dell'iconografo

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Si!! Sto diventando a tutti gli effetti un’iconografa !!

Da cosa lo capisco?
Dagli acciacchi che colpiscono questa categoria.

Qualche giorno fa pensavo d’aver contratto l’influenza (giramenti di testa, nausea, stanchezza …)
… poi ho fatto mente locale: dovevo finire in tempo un doppio incarico ed ho lavorato più del solito, concentrandomi per ore consecutive in posizioni rigide ed innaturali.

Il risultato: la cervicale, malattia tipica degli iconografi.
In somma, è vero che “dopo la quarantina un dolore ogni mattina” ma è anche vero che “dimmi che male hai e ti dirò che professione fai” (questo proverbio è mio!?!)

Spero ne sia valsa la pena, che ne dite?











Prima di staccare per andare dal medico, volevo ringraziare pubblicamente mio marito che è riuscito dopo mille vicissitudini ad installarmi la presentazione iniziale con la carrellata delle immagini del blog.

Te quiero muchismo Jose, eres el mejor!!!!!!

sabato 22 gennaio 2011

Donne che spalancano ogni giorno la Finestra

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Qualche mese fa una amica, Suor Livia, mi ha chiesto in prestito un'icona per animare un incontro di preghiera.
Mi ha fatto tanto piacere poterla aiutare, dopo tutto per me il vero senso dell'iconografia è dipingere immagini che, in un momento dato, per opera dello Spirito, possano diventare veicolo di preghiera.
Mentre lavoro entro sempre in contatto, più o meno profondamente, con il soggetto che sto realizzando, nel mio caso dipingere è già una forma di preghiera, ma una volta terminato il tutto, l'icona rimane lì, in attesa di qualcuno che spalanchi questa "finestra sull'infinito".
Sta di fatto che, sulla scia di questa inaspettata richiesta, le ho proposto di ospitare le icone che avevo in casa nella cappellina della sua comunità: quattro suore (...e quando dico quattro non è per dire poche, è che sono proprio quattro di numero!).
A me hanno fatto un grosso favore, non ci stavano più fisicamente dove lavoro, e loro sono state felicissime di ricevere questo inatteso dono.
Quando è arrivato il momento di trasportare le otto icone a casa loro devo ammettere d'aver provato un po' di malinconia, di solito non mi attacco all'opera finita, mi affeziono piuttosto all'opera in costruzione, però questa volta erano tante e mentre le caricavo in macchina il vuoto si percepiva...
...ma quando sono arrivata ed ho iniziato ad appenderle ho capito che il loro posto era sempre stato lì, tra queste donne che spalancano ogni giorno, in silenzio,  queste "finestre".






La loro gioia ha colmato immediatamente il vuoto lasciato dalle tavole ed io, come iconografa in erba, ho avuto la mia prima soddisfazione di vedere come, anche il mio lavoro, possa avvicinare a Dio.
So che questo non capita spesso perchè: se dipingere il suo volto ed essere vicini a Lui non sempre coincidono, ...ancora più arduo è far si che con il nostro lavoro altri si avvicinino a Dio
...e quasi impossibile è sapere che questo sia realmente accaduto (come si suol dire: "Tu semina ...altri raccoglieranno!").
Negli occhi di queste donne io, maldestra seminatrice, ho potuto raccogliere ciuffetti di seminato... e questo mi basta per continuare, zitta e in punta di piedi, per la mia strada.

mercoledì 29 dicembre 2010

Un angelo per un'amica

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Eccomi finalmente dopo più di un mese di silenzio, non ho lasciato l'iconografia, anzi mi occupa così tanto tempo da non riuscire ad aggiornare più spesso il blog.
Poco male, anche se lo considero un "diario" delle mie vicissitudini iconografiche non sento l'obbligo di aggiornarlo ogni giorno.
Durante queste vacanze natalizie, il ritmo si è un po' disteso e ne approfitto per pubblicare un nuovo post dedicato ad una mia carissima amica, Claudia ed all'angelo che per lei ho terminato in questi giorni.






L'avrete riconosciuto, è l'Arcangelo Michele di Rublev.
Suona banale se dico che Rublev è il mio iconografo preferito?... e suona scontato se affermo che è da pazzi e forse presuntuosi riprodurre le sue icone?
Nonostante ciò un po' tutti lo facciamo, chi meglio e chi peggio, che Andrej ci perdoni!!!!
In ogni caso sono sicura che la mia amica sarà felice di ricevere questo regalo natalizio, anche se con qualche giorno di ritardo, non perchè perfetto, ma perchè fatto col cuore.
Ne approfitto per augurare a tutti buone feste e Buon Anno.
Un abbraccio!!!
Rosella

martedì 2 novembre 2010

L'Annunciazione

Finalmente sono riuscita a terminare questa icona su due tavole che vi avevo presentato qualche mese fa, vediamola insieme:


Sicuramente avrei potuto curare meglio i dettagli, ma ero decisa a terminarla ed ho accolto anche i miei limiti senza troppi problemi.
Nel complesso sono soddisfatta, mi sembra bella l'armonia dei colori; io che di solito tendo ad essere molto tenue negli stacchi cromatici e nelle grafie, qui ho peccato al contrario ma mi è piaciuto il risultato finale, che ne dite?
Guardatelo più da vicino:











Per quanto riguarda gli incarnati,dopo aver dipinto il sankir, ho raggiunto i volumi con un colore molto chiaro su di una base calda (a modi zombi); sono arrivata all'intensità che volevo grazie a velature, arrossamenti e riprese di luce , vi mostro alcuni passaggi:





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Vi lascio in attesa di critiche costruttive!!!!!

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mercoledì 20 ottobre 2010

Lo studio dei panneggi


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Molto spesso, nel nostro ambiente, si sente parlare dell'importanza del disegno.
Tra gli iconografi c'è chi dipinge discretamente ma non sa disegnare, non parlo di creare per forza un'icona nuova, soprattutto quando si è alle prime armi, il rischio è di commettere seri errori interpretativi, storici ed estetici, piuttosto mi riferisco all'importanza di capire quello che stiamo facendo.
Anche quando si copia un modello, o si ricostruisce un'immagine antica, o anche quando semplicemente si trasferisce lo studio di un maestro sulla propria tavola, è essenziale decifrare il ragionamento che soggiace ad una scelta grafica di linee, luci e volumi che ci permettono  d'ottenere quel dato risultato.
In altre parole , capire è vitale per interpretare in modo intelligente e non becero la nostra icona.
Chi segue il mio blog sa che non faccio spesso pubblicità ai miei maestri, ne alla scuola che frequento, ma in questa occasione non posso tacere l'ottimo lavoro che sta portando avanti Antonio De Benedictis introducendoci, con la sua alta pedagogia, nel mondo del disegno iconografico.
Mi riferisco al corso d'approfondimento che è appena terminato a Busto, è ormai da tre o quattro anni che questi incontri sono offerti agli allievi che vogliono migliorare seriamente.
Dopo un'introduzione al disegno iconografico, nel 2009  abbiamo affrontato lo studio delle mani, e quest'anno lo studio dei panneggi.
Durante i tre giorni di "lavoro forzato" il tempo vola, il materiale è denso, ogni tanto la mente fuma, c'è chi si prende un'aspirina e chi scoppia in risate insensate e nervose; è normale, troppa attenzione fa questi scherzi, ma non ci si deve dimenticare che si tratta di un trampolino di lancio per continuare ad esercitarsi nel corso dell'anno ...e della vita.
Abbiamo cercato di capire come si formano le pieghe di un panneggio, l'importanza del grafismo nelle nostre icone,il rispetto dell'anatomia sottostante, perchè Dio si è fatto uomo e non uno scherzo della natura, come ci suggeriscono alcune icone mal eseguite.
In fine abbiamo affrontato gli schiarimenti  dei panneggi addentrandoci nel complesso argomento della concezione del volume e dei punti luce nell'iconografia.
Il risultato: è una voglia immensa di disegnare, di capire, di sviscerare le immagini...era da tanto che non mi sentivo così felice di dover affrontare un argomento; Antonio riesce a darti la carica per studiare, l'interesse per approfondire e soprattutto il metodo con cui farlo.









Questi sono due esercizi che ho fatto durante il corso, non ve li mostro perchè ben riusciti, anzi, sono qui per ricordarmi quanta strada debba ancora fare, anche se oramai mi sto convincendo che il bello è camminare , non arrivare!!
A presto e buon lavoro a tutti!!!

lunedì 27 settembre 2010

"Chi ha visto me ha visto il Padre" 3° Convegno Nazionale degli iconografi

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Eccomi di ritorno da quello che è stato un intenso viaggio, corto nel tempo ma denso di contenuti ed "effetti collaterali"; una corsa contro il tempo tiranno, nella speranza di assorbire il più possibile da quel peculiare mando di amanti dell'iconografia, nuovi ed antichi.
Dare volto a personaggi storici come Paolo Orlando, Fabio Nones e conoscere mitiche figure femminili come Raffaela D'Este, Claudia Rapetti, Luisa Sesino, Luciana Maria Mirri , e Maria Giovanna Muzj, che a mio parere hanno dominato la scena del convegno, è stato intellettualmente arricchente ma, soprattutto, umanamente e interiormente sconvolgente.

Credo che tutti i nuovi arrivati si siamo sentiti piccolissimi, però per me è stato un po' più difficile, è da tempo che lo Spirito sta vagliando, come si suol dire, la mia vocazione d' iconografa, non sul piano professionale (tutto va fin troppo bene) ma sul piano ontologico.
 Qualcuno tra i relatori ha detto che scrivere icone ti trasforma, che tu lo voglia o no, io aggiungo che chi vede Lui, vede (dipinge, rappresenta) il Padre, e quando sei guardato da Dio, nell'icona che stai in modo impreciso abbozzando, la vita ne esce trasformata.
In questi giorni mi sono sentita come Giacobbe che lotta contro Dio, più che come Elia che riconosce Dio nella leggera brezza;  indubbiamente Dio c'era, e aleggiava su quella "casa" che ci ospitava.
 La reazione immediata è stata la fuga, o come dico spesso : ma chi me lo fa fare. In ogni caso, che si tratti di lotta o di vento rispettoso del più piccolo dettaglio umano, la conclusione è una sola: non si può sfuggire, perchè non siamo noi che cerchiamo Lui ma è Lui che cerca noi, e quando ti cerca, finchè non ti ha trovato,  non desiste.

 In quella sede ho capito che devo fare un cammino  di conversione, verso Dio, ma soprattutto verso la sua Chiesa, intesa come ecclesia, assemblea, comunità, ma ho anche capito che le icone possono aiutarmi a compiere questo difficoltoso ritorno, che non so come, ne quando, inizierò; di una cosa sono certa, culminerà nell'abbraccio misericordioso del Padre.

Questo mi porto a casa ...e vi assicuro che per me, non è poco!!!!
Grazie a tutti quelli hanno reso possibile questo incontro, organizzandolo, esponendosi, e soprattutto pregandolo.

PS per la mia amica Marcella: ricordati quello che mi hai promesso!!!!!!!!!!!!!!

domenica 19 settembre 2010

Aggiustare il tiro




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Cari amici del Blog,
la funzione principale di questo spazio nel web è documentare le esperienze positive e negative che mi stanno aiutando a diventare un'iconografa.
In uno dei miei primi post avevo fatto notare come non ci fosse una scuola ufficiale, un concorso statale, un diploma o laure da conseguire per intraprendere questa vocazione-professione.
L'unica soluzione è affiancarsi a maestri seri (e in Italia ce ne sono) che ti aiutino a migliorare.
Con questo spirito, qualche anno fa, ho chiesto ai miei insegnanti di seguirli in qualità di assistente.
Da quanto ho capito, indagando qua e là, il ruolo d'assistente è un po' indefinito:
* c'è il maestro che chiede aiuto ad un allievo perché ha corsi molto impegnativi (non è stato il mio caso)
* e c'è l'allievo che chiede al maestro di poterlo seguire per imparare meglio (questo è il caso mio!!!!).
Quindi, o aiuti, o impari, o entrambe le cose... ma non nessuna delle due!!!
L'ultima assistenza che ho fatto è stata un po' fallimentare (troppi i maestri, troppo poco quello che si poteva fare) imparare s’impara sempre, anche solo osservando ma, a quarant'anni, con una famiglia trascurata alle spalle, hai bisogno di qualcosa di più della semplice osservazione per non sentirti in colpa per quello che stai facendo.
In somma bisogna aggiustare il tiro, io ho già in mente come fare, spero che accettino la mia proposta, vi terrò aggiornati.

A presto!!!!



PS: tra qualche giorno vado a Roma per il Convegno degli iconografi...poi documenterò le mie impressioni.
Ho tanta bella gente da conoscere, e vecchi amici da rivedere...le premesse sembrerebbero buone!!!